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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Una geografia (bio)diversa!


10/12/13
La geografia si sa, è una materia spesso noiosa. Non per gli studenti della scuola Jacopo Foroni di Valeggio sul Mincio (Vr) però. «L'impostazione scolastica tradizionale privilegia nello studio della materia un modello di agricoltura che non tiene conto del concetto di biodiversità», racconta Luisa, docente di italiano, storia e geografia, da anni appassionata alla filosofia Slow Food. Un mondo che l'ha totalmente conquistata e che in poco l'ha fatta passare dall'essere socia attiva a segretaria della sua condotta, fino a ottenere oggi il ruolo di referente dei progetti educativi di Slow Food Veneto.

 

«Quando si parla di geografia, si studiano prodotti esemplificativi per fascia climatica, ma la semplificazione, pur avendo una valenza didattica, è disorientante in un'ottica formativa. Spiegando il concetto con un esempio i ragazzi imparano che in una certa zona si coltiva la barbabietola, ma non hanno chiare le varietà in cui si diversifica. La scuola rischia così di comunicare un'immagine ridotta della biodiversità del nostro pianeta. Consapevoli di ciò, noi insegnanti, abbiamo deciso di modificare il sistema scolastico dall'interno, senza squilibrare i progetti ministeriali, ma grazie ad alcuni insegnamenti appresi da Slow Food abbiamo voluto trasmettere ai ragazzi l'importanza e il valore della ricchezza di specie vegetali e animali di cui disponiamo.»

 

Ed è così che nel 2011 è partito un fitto programma che ha come obiettivo la riscoperta della naturale biodiversità del nostro pianeta. Si tratta di un percorso educativo attraverso cui i ragazzi hanno la possibilità di affrontare il tema ambientale con originalità, creatività ed entusiasmo. Imparare quindi, divertendosi e «Il merito è di Slow Food», ci svela Luisa, «che ha saputo offrire, a noi insegnanti, spunti e opportunità nello studio delle materie.» Un progetto che nel 2012 ha portato i suoi frutti, consentendo ai ragazzi della scuola di conquistare il primo premio del concorso Arpav "QUALe idEA!".

 

Il programma coinvolge ogni anno alunni di classi differenti che hanno modo di entrare nel vivo della materia, in una maniera "giocosa" e senza dubbio più appassionante rispetto alle classiche lezioni frontali, il tutto grazie al supporto di Slow Food e del Parco Natura Viva di Pastrengo. Dal 2011 sono stati toccati diversi argomenti dal mais del Chiapas, alla segale dei Tauri del Lungau, dall'ibis eremita al riso dista del Lago Alaotra, per finire poi con il lemure del bambù. Quest'anno invece il tema è incentrato sull'alimentazione dell'area Maasai, tra il Kenya e la Tanzania e l'incredibile biodiversità che compone i territori di questi popoli.

 

«La mia soddisfazione più grande è vedere maturare i ragazzi che, sempre più consapevoli della realtà che li circonda, assumono una concezione e un modo di vedere le cose differente. Alla fine del lavoro abbiamo domandato loro cosa succederebbe se si perdesse la biodiversità; le loro risposte sono state straordinarie. "Tutto diventerebbe grigio, monotono e uguale", ci hanno detto in coro, "si perderebbe la bellezza del mondo!"»

 

Tutti concetti appresi grazie ad un approccio pratico, che ha permesso di imparare sperimentando. Dopo aver visionato diversi filmati sull'argomento, osservato gli animali al parco e assaggiato i diversi tipi di cereali del progetto hanno creato dei cartelli illustrativi che sono stati esposti all'interno del Parco. «Insomma, una bella soddisfazione per i nostri ragazzi! »

 

Ma il loro coinvolgimento non termina qui. Passati dai banchi, alla cattedra, hanno presentato i lavori ai genitori, agli operatori del Parco durante la giornata di inaugurazione dei cartelli e al pubblico il giorno della premiazione del concorso. «Nell'immediato non è stato semplice per i ragazzi esporsi davanti a dei perfetti estranei», confessa Luisa, «ma è stata sorprendente la facilità con cui hanno appreso questa capacità e sono entrati nel ruolo. Complessivamente penso che abbiano ricevuto un grande insegnamento da questa esperienza. Hanno studiato, si sono appassionati, sono stati orgogliosi di presentare i loro progetti alle famiglie e si sono sentiti protagonisti lasciando un segno importante, contribuendo, nel loro piccolo, a sensibilizzare i consumatori "adulti"».

 

Per scoprire il progetto della scuola, clicca qui!






   
 
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