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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Donne, futuro e agricoltura


06/03/13
Tabara Ndiaye è originaria della regione senegalese del Casamance e si occupa di sviluppo di competenze delle associazioni delle donne rurali in Africa occidentale. «Il destino quotidiano di una donna rurale nel Casamance è il lavoro» dichiara. «Se visiti un villaggio durante la stagione delle piogge, non vedi una sola donna che non sia nei campi. Partono alle cinque del mattino e rientrano alle sette di sera, quindi devono preparare la cena per la famiglia, se non hanno una figlia che ci pensa».

In Casamance, come nel resto dei paesi in via di sviluppo, le donne svolgono tradizionalmente un ruolo importante nel fornire cibo alle comunità in generale, e alle famiglie in particolare. Coltivano, custodiscono i semi delle piante tradizionali e le ricette della cucina locale. Produrre riso, ortaggi e legumi a sufficienza per il consumo domestico per le donne è una questione di principio. E custodire i semi delle varietà tradizionali ha tanto più valore in un paese come il Senegal dove, come in tanta parte dell'Africa, negli ultimi 20 anni si è persa l'autosufficienza alimentare, importando molto del cibo destinato a soddisfare il fabbisogno della popolazione.

Ma la storia delle contadine nel mondo è troppo spesso una storia di diritti negati a partire da quello, fondamentale e inalienabile, di nutrirsi. Infatti, fra tutti i paradossi del mondo alimentare di oggi va innanzitutto tenuto presente questo: le donne sono la maggior parte della popolazione contadina mondiale; le donne, a livello mondiale, costituiscono insieme ai bambini la fetta più grande degli affamati.

Troppo spesso ignoriamo che il futuro dell'Africa, e di buona parte del mondo, è nelle mani delle donne. Il nostro compito è appoggiarle, collocare la rivendicazione dei loro diritti al centro dei dibattiti sullo sviluppo, delle campagne e delle azioni di pressione politica della società civile. Il nostro compito è sostenerne i progetti, affiancarne il lavoro, come fa la Fondazione Slow Food per la Biodiversità con innumerevoli progetti al femminile. Tra questi il Presidio delle produttrici di cuscus di miglio dell'isola di Fadiouth, in Senegal, o delle  produttrici di gelso del Pamir, in Tajikistan, i progetti per cui ci impegniamo in questo 8 marzo.
Il nostro compito è fare sì che abbiano la possibilità di produrre cibo a sufficienza, e di nutrirsi di esso.

In occasione della festa della donna, Slow Food vuole dare un segno ancora più tangibile del proprio appoggio alle comunità delle produttrici di cui sta seguendo con attenzione il percorso.


Aiutaci a sostenere il progetto del Presidio delle produttrici del cucscus di Fadiouth e delle produttrici del gelso del Pamir! Clicca qui e scopri come adottare i progetti!

Di Silvia Ceriani - La Stampa 3/4/13






   
 
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