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Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus

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Fondazione Slow Food per la biodiversità ONLUS - la Biodiversità è vita
 

Coltivare, innaffiare, raccogliere


28/01/13
Il progetto Mille orti in Africa, anno secondo...

 

Due anni dopo l'annuncio del progetto a Terra Madre 2010, Slow Food ha avviato mille orti in 25 paesi africani e ha quasi ultimato la raccolta fondi per finanziarli. Con questo progetto la rete in Africa è cresciuta, si è rafforzata, è maturata.

 

Ma chi ha lavorato per creare i mille orti africani? Un piccolo ufficio nella sede internazionale di Slow Food e alcuni tecnici. Ma soprattutto, 50 coordinatori africani e oltre 30.000 persone - donne, uomini, bambini, insegnanti, contadini, cuochi... - che hanno coltivato, innaffiato, raccolto.

 

A finanziare il progetto è stata una rete vastissima, che comprende i convivium di tutto il mondo. Al primo posto Slow Food Italia, che ha già raccolto fondi per 500 orti, organizzando un numero straordinario di eventi. Poi Slow Food Corea, e quindi Slow Food Usa e Slow Food Francia. Al loro lavoro si aggiunge il contributo dell'associazione Lions Clubs, che si impegna a sostenere 200 orti, e della fondazione Compagnia di San Paolo, che ha coperto i costi di importanti seminari di formazione in Italia e in diversi paesi africani.

 

Alcune donazioni hanno una storia particolare. Ad esempio, i familiari di Angelo Vassallo, sindaco del comune di Pollica (Sa) ucciso in un attentato di matrice camorristica, per i suoi funerali, hanno chiesto non fiori, ma contributi per Terra Madre, destinati a sostenere i primi orti in Africa.


Mille orti in 10 punti

Un orto è una goccia nel mare rispetto ai problemi con cui si confronta l'Africa ogni giorno. Ma se di questi orti ce ne sono mille e tutti insieme dialogano e si sostengono, il loro impatto cresce. Insieme, possono trasformarsi in un'unica voce: contro il land grabbing, gli Ogm e l'agricoltura intensiva, a favore dei saperi tradizionali, della sostenibilità e della sovranità alimentare. E possono rappresentare una speranza per migliaia di giovani.


I mille orti seguono la filosofia del buono, pulito e giusto. Ma che significa, in concreto? Ecco 10 fattori che li caratterizzano:


1. Sono realizzati da una comunità
Gli orti mettono insieme e valorizzano le capacità di ogni membro della comunità: recuperano il sapere degli anziani, mettono a frutto l'energia e la creatività dei più giovani, si basano sulle competenze dei tecnici.


2. Si basano sull'osservazione
Prima di fare un orto, bisogna imparare a osservare: conoscere a fondo il terreno, le varietà del luogo, le fonti d'acqua. Occorre adattare l'orto alle caratteristiche del territorio, trovare sul posto le materie prime per fare la recinzione, la compostiera, il vivaio.


3. Non hanno bisogno di grandi spazi
Osservando lo spazio con occhio creativo, si può scovare un campo adatto per l'orto nei luoghi più impensati, come un tetto o un sentiero.


4. Sono giardini di biodiversità
Gli orti Slow Food ospitano la biodiversità locale, che si è adattata al clima e al terreno grazie alla selezione dell'uomo. Varietà nutritive e resistenti, che non hanno bisogno di fertilizzanti chimici e di pesticidi. E poi piante medicinali, erbe aromatiche. E tanti alberi da frutta come banani, manghi, agrumi.


5. Producono i loro semi
I semi sono selezionati e moltiplicati dalle comunità. Così, di anno in anno, le piante saranno più forti e adatte al proprio terreno e non si dovrà spendere denaro per acquistare le bustine.


6. Sono coltivati con metodi sostenibili
Per combattere insetti nocivi o malattie si usano molti rimedi naturali a base di erbe, fiori, cenere.


7. Preservano l'acqua
Spirito di osservazione e creatività, ancora una volta, sono fondamentali. A volte una semplice grondaia, una vasca o un serbatoio per raccogliere l'acqua piovana risolvono problemi che parevano insormontabili ed evitano soluzioni costose.


8. Sono aule all'aria aperta
Gli orti sono un'ottima opportunità per far conoscere ad adulti e bambini le varietà vegetali autoctone, promuovere una dieta sana e varia, insegnare a evitare le sostanze chimiche.


9. Sono utili, ma anche divertenti
Gli orti sono uno strumento semplice ed economico per avere a disposizione cibo sano e nutriente. Ma anche nei villaggi più remoti e nelle scuole più povere, gli orti Slow Food sono un luogo di giochi, feste e divertimento.


10. Sono in rete
Gli orti vicini si scambiano semi. I più lontani si scambiano idee e informazioni. I coordinatori s'incontrano, si scrivono, stringono legami di collaborazione. Gli orti scolastici dei paesi occidentali raccolgono fondi per gli orti africani.

 

Ci resta ancora molto lavoro da fare! Aiutaci a finanziare gli ultimi 300 orti!


Per saperne di più
Sul sito www.fondazioneslowfood.it sono disponibili informazioni e aggiornamenti sul progetto Mille orti in Africa. E c'è anche un filmato con le testimonianze dirette dei coordinatori locali e dei ragazzi coinvolti.


Articolo tratto dall'Almanacco Slow Food 2012.

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